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Consultorio comportamentale e Centro di educazione cinofila
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ARTICOLI

L'educazione del cucciolo

Il Metodo Educativo

     LifeDog Model


 
Quando pensiamo all’educazione di un cane la prima cosa che ci viene in mente è insegnargli i primi classici comandi: seduto, terra, vieni, non tirare al guinzaglio, non saltare addosso, dammi la zampa…
 
 
Tutto ciò è utile e assai divertente ma, l’età del nostro tenero, dolce e
... pestifero batuffolo richiede d’iniziare con un’educazione elementare, con basi semplici ma solide, per evolversi in un cane adulto dal perfetto
… bon ton!
 
 
Nonostante si parli e scriva molto delle necessità di un cucciolo nei primi mesi di vita, è pensiero comune che alcune nozioni basilari come educarlo a sporcare fuori casa, insegnargli il controllo del morso, abituarlo a star solo in casa... siano rudimenti scontati, che possano essere insegnati al cane attraverso i metodi comunemente conosciuti, tramandati dalle passate generazioni e dalla propria esperienza con i precedenti cani di casa.
 
 
Vediamo allora di scoprire, insieme, l’importanza dell’educazione precoce dei cuccioli, sfatando qualche mito e imparando qualcosa di più sulla vita e il comportamento dei nostri amici a quattro zampe.



L’età giusta: Chi ben comincia…

A quale età è necessario iniziare a educare il proprio cane?
 
Qualcuno preferisce iniziare dopo l’anno di età, perché prima il cucciolo
“è troppo piccolo”.
Piccolo per cosa? Dipende dal tipo d’insegnamento che gli si vuole trasmettere.
 
Qualsiasi cane dovrebbe iniziare ad essere educato dal giorno in cui entra nella nostra casa, lasciandogli, ovviamente, qualche giorno per ambientarsi, conoscerci e superare il trauma del distacco.
Poi…rimbocchiamoci le maniche!
 
Paragoniamo per un attimo il cucciolo di cane a un cucciolo d’uomo.
 
E’ consuetudine iniziare a educare i propri figli sin dall’infanzia.
 
I primi insegnamenti sono di ordine quotidiano, s’impostano le prime abitudini, orari per mangiare e per dormire ad esempio, e le prime regole: si può fare questo ma non quest’altro…
Crescendo il bambino frequenterà l’asilo e in seguito i vari gradi scolastici.
Torniamo ora al nostro cucciolo di cane, è meglio anche per lui non essere subito sovraccaricato di compiti e comandi.
Non per questo dovrà però crescere privo d’insegnamenti, rischierebbe di arrivare all’età di un anno totalmente anarchico e indisciplinato, con conseguenti rischi di abbandono e rieducazioni lunghe e faticose.



L’aiuto degli esperti

Perfetti educatori non si nasce, ma lo si può diventare... con un piccolo aiuto degli esperti del settore.
 
Si possono chiedere consigli, consulenze e frequentare corsi per imparare tutto ciò che serve.
La prima fase educativa viene avviata dai corsi per cuccioli, studiati e testati per cani in una fascia d’età dall’adozione ai 4-5 mesi.
 
Il loro scopo è di accompagnare i neo-proprietari attraverso l’insegnamento di tutte le nozioni fondamentali sull’educazione del cucciolo, per uno sviluppo sereno ed equilibrato, andando incontro a tutte le esigenze di gestione che questo comporta, attraverso la conoscenza della mente del cane, dei metodi di apprendimento, della comunicazione e delle più evolute tecniche educative.
 
Le classi per cuccioli sono paragonabili all’asilo per i nostri bambini, tenendo conto, dello sviluppo fisico e psichico del cane, enormemente più veloce di quello dell’uomo.
I tempi per agire sono quindi molto ridotti.
 
E’ noto a tutti che i bambini che frequentano l’asilo tendono a sviluppare più facilmente capacità motorie, cognitive e sociali…
 
 
Vediamo ora di capire ciò che è necessario sapere per crescere un cucciolo equilibrato, senza fare errori che si possano ripercuotere sul comportamento futuro del cane e i famosi miti da sfatare per una valida educazione.


Stimolazione e socializzazione.

I primi tre mesi di vita di un cane vengono definiti “periodo sensibile”, è durante questo periodo che la sua vita riceverà un’impronta indelebile.

socializzazione cuccioli
La mancata stimolazione di un cucciolo, come altresì una stimolazione incompleta o scorretta, lo porterà a non riconoscere come familiari determinate situazioni, ambienti o soggetti, potrebbe averne paura o non sapere come affrontarle, con la conseguenza di crescere eccessivamente insicuro e/o aggressivo.

 
Errori durante il periodo sensibile del cane sono la fonte di una rilevante percentuale di richieste d'aiuto, a causa di problemi comportamentali (Aggressività, Ansie, Paure, Ipereccitabilità…)
 

Gli stimoli con cui verrà in contatto il cucciolo possono attivare e consolidare le sinapsi atte a riconoscerli soltanto in questo periodo della vita, rivestendo un ruolo determinante nello sviluppo psicologico del cane.



Contatto e manipolazione

Gran parte dei cuccioli ama essere coccolato.
 
Durante tutta la sua vita, il cane è soggetto a numerosi contatti e manipolazioni “forzate” di diverso tipo: la pulizia quotidiana e il controllo antiparassitario, controlli e cure veterinarie, toelettatura, manipolazioni durante le esposizioni canine ecc…
 
Esiste però una profonda differenza fra la coccola e la manipolazione.
 
Non sempre un cucciolo che ama essere coccolato, apprezza allo stesso modo la pulizia delle orecchie o la visita dal veterinario, e la riluttanza aumenta con la crescita del cane non abituato a tali contatti nella maniera adeguata, attraverso stimoli positivi.

 


Gioco, controllo dell’agitazione e sviluppo delle capacità cognitive

“Gioco palestra di vita”, un’affermazione adatta all’uomo così come al cane.
 
Attraverso il gioco, il cane impara a valutare le proprie capacità, a perfezionare abilità, favorisce il superamento d’insicurezze e insegna l’autocontrollo ai soggetti troppo esuberanti.

cuccioli giocano
Nell’interazione uomo-animale sviluppa l’attaccamento e rafforza il legame fra cane e padrone, se sviluppato correttamente, aumenta considerevolmente l’interesse e l’attenzione per quest’ultimo.
 
Esiste una grande varietà di giochi da proporre al nostro cane, interattivi e solitari.
 
Ogni gioco ha una funzione educativa, anche il tanto temuto “tira e molla”, bandito da alcuni veterinari e allevatori, in realtà si rivela spesso un ottimo strumento didattico.

 


Abitudine a sporcare fuori casa

Un cucciolo può iniziare a sporcare in un luogo richiesto, durante le ore diurne, intorno alla fine del terzo mese di vita.
 
Sarà invece in grado di controllare gli sfinteri nelle ore notturne soltanto a partire dal quarto mese.
 
L’istinto di sporcare lontano dal nido è già presente, lontano cioè, da dove riposa e da dove mangia. Ciò non significa che imparerà da solo a sporcare fuori casa, semplicemente tenderà ad allontanarsi dalla sua “tana”, magari cambiando stanza.
 
Purtroppo, i metodi più comuni utilizzati e consigliati per insegnare al cucciolo tale abitudine sono basati su punizioni: picchiare il cucciolo sul sedere con un giornale, pucciargli il muso nella sua stessa pipì..
 
cucciolo pipì in casaE’ utile sapere che tali punizioni, non solo non sono efficaci, ma sono totalmente incomprensibili per il cane.
 
Alcune delle conseguenze derivanti da simili insegnamenti potrebbero portare il cucciolo a sporcare solo fuori dalla vista del proprietario, per paura di essere punito oppure mangiare le sue stesse deiezioni, così da pulire e nascondere ogni traccia del misfatto;
 
Gran parte dei proprietari fatica ad accettare che il cucciolo non comprenda questi metodi di punizione, asserendo spesso che è ben consapevole della sua colpevolezza.
 
In realtà il cucciolo, a una qualsiasi sgridata, soprattutto se non viene colto sul fatto, risponde con paura e segnali di pacificazione “all’aggressione” appena ricevuta, perdendo così anche fiducia nel proprietario.



Distacco

Anche per il distacco esistono molti luoghi comuni.
 
”Se non gli insegni sin dalla prima notte a star solo non impara più!!”;
 
“..deve rimanere chiuso tutta la notte in un trasportino, così da non poter girare per casa alla ricerca di compagnia e sporcare in giro!”
 
Tutti metodi antiquati e crudeli, considerando che, fino al giorno dell’adozione, il cucciolo è rimasto in un ambiente ovattato, con la compagnia dei fratellini, anche nel momento in cui la mamma si allontanava.
 
Durante i primi mesi il cucciolo trascorre gran parte della giornata dormendo, poi, crescendo, i periodi di veglia si prolungano e il sonno diviene meno profondo, pian piano si adatta al nuovo ambiente e comprende di far parte di un nuovo branco, al quale si affeziona.
 
cucciolo alla finestraEd è così che lo stesso cane che rimaneva ore a casa da solo immerso in un sonno profondo, inizia a nutrire necessità crescente di uscire ed esplorare e inizia a soffrire il distacco dalla famiglia.
 
Come in natura l’allontanamento avviene in maniera lenta e graduale, allo stesso modo è necessario insegnare al cucciolo a rimanere solo per brevi periodi senza temere l’abbandono.



Controllo del morso

E’ una delle regole fondamentali che il cucciolo dovrà imparare a rispettare molto in fretta, perché crescendo senza un’adeguata inibizione al morso, potrebbe non rendersi conto della sua potenza e dei danni che involontariamente potrebbe causare.
 
Attraverso il morso, il cucciolo sfoga le proprie energie e il fastidiocucciolo morde provocato dai denti in crescita, inoltre, giocherà con noi alla lotta nello stesso modo in cui lo fa con i fratellini.
 
Il metodo educativo, più o meno efficace, è celato nella nostra risposta.
 
Inconsapevolmente reagiamo al suo atteggiamento in modo per lui incomprensibile, incoraggiamo il gioco togliendo di scatto il braccio o la gamba, dandogli colpetti o urlando per farlo smettere. Atteggiamenti che sono interpretati come attiva partecipazione al gioco.

 


Paura, traumi e zuffe

Una responsabilità del proprietario, rilevante per l’equilibrio caratteriale di un cucciolo, è la gestione della paura e delle interazioni sociali, imparando come comportarsi in caso di zuffe, traumi ed eccessivi timori del cane.
Un’esperienza traumatica, cui non abbia fatto seguito una correzione tempestiva, si ripercuote negativamente sull’emotività del cucciolo e sulla sua percezione dei pericoli.
 
In caso di zuffe non bisogna mai cercare di separare i cani utilizzando mani o piedi e si dovrebbe cercare di non urlare, potrebbe apparire per il cane un incoraggiamento alla lotta.
 
Durante l’incontro con altri cani è buona regola non sollevare mai il cucciolo, potrebbe scaturire una reazione aggressiva da parte del cane estraneo, in caso di dubbio, la scelta migliore è attraversare la strada ed evitare la situazione.



A questo punto una buona parte del lavoro è stata fatta.
Il cucciolo sta crescendo equilibrato, socializzato ed educato, avrà già capito come comportarsi in famiglia e in ”società”, pronto per essere promosso alla classe successiva, in cui gli verrà richiesta una maggiore concentrazione e impegno per un’educazione più mirata.

Autore: Alice Fanara



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