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Consultorio comportamentale e Centro di educazione cinofila
Progetto LifeDog®

ARTICOLI

Lo sviluppo comportamentale nella vita del cane

Dal concepimento alla vecchiaia

Il Metodo Educativo

     LifeDog Model



cucciolo in crescita

Per comprendere al meglio il comportamento canino è fondamentale prima di tutto conoscerne lo sviluppo nelle varie fasi di vita.
 
Etologi e ricercatori hanno individuato e catalogato differenti fasi di sviluppo1 dimostrando che i primi tre mesi di vita del cane, sono il periodo più importante e delicato per un corretto sviluppo comportamentale, durante il quale tutte le esperienze vissute risultano decisive e talvolta irreversibili.

Una mancata o parziale esposizione a stimoli appropriati, nelle corrette fasi di sviluppo, potrebbe portare a un’insufficiente maturazione di un adeguato repertorio comportamentale.




 
Fase prenatale

Gli esperimenti dei ricercatori hanno evidenziato l’importanza della vita intrauterina per lo sviluppo comportamentale del cane.
 
Uno studio condotto in Francia su cagne gestanti di 45 g ha dimostrato l’esistenza d’interazioni tra madre e feto, tra i feti stessi e tra i feti e l’ambiente esterno.

 
I risultati hanno documentato tramite esami clinici che lo stato emozionale della madre in gestazione si ripercuote sui feti.
feto di cane
Si pensa, inoltre, che cuccioli nati da madri che hanno subito violenti stress durante la gestazione siano psicologicamente più fragili, soprattutto nelle capacità di adattamento, condizione fondamentale per la sopravvivenza sociale.
Anche l’ambiente esterno è in grado d’influenzare il feto, ad esempio un’iniziale risposta di agitazione in seguito a manipolazioni dell’uomo tramite delicati massaggi sul ventre materno, ha lentamente lasciato il posto a una sorta di abituazione in seguito al regolare riproporsi dello stimolo.
 
Successive osservazioni hanno verificato che i cuccioli sottoposti a tale esperienza con regolarità, si sono manifestati più inclini ad accettare contatti e carezze da parte dell’essere umano.



Fase neonatale (1° e 2° settimana di vita)

 
In questo periodo la sopravvivenza dei piccoli dipende esclusivamente dalla madre.
I cuccioli nascono ciechi e sordi, non possiedono la capacità di mantenere la temperatura corporea e non sono ancora in grado evacuare autonomamente.
 
Mostrano però anche alcuni riflessi spontanei:

  • il riflesso termo tattile attraverso il quale si orientano verso una fonte di calore per il mantenimento della temperatura corporea, rappresentata dal corpo della madre o dei fratellini, i quali, dormono ammassati l’uno sopra l’altro;
  •  
  • il riflesso di suzione, attraverso il quale il      piccolo si alimenta.
 

Il primo respiro è invece stimolato dalla madre, attraverso il leccamento della zona ombelico-genitale.
mamma e cuccioloAnalogamente, il riflesso perineale, attraverso il leccamento dell’area ano-genitale per favorire la fuoriuscita di urine e feci.
Quest’attenzione da parte della madre non è indispensabile solo per una questione di sopravvivenza, costituirà anche una preparazione per lo sviluppo della classica postura di sottomissione a pancia all’aria, importante nella comunicazione per esprimere la propria intenzione di resa inibendo l’aggressività dell’altro interlocutore canino.
 
Un cane che da piccolo non abbia avuto la possibilità di ricevere quest’insegnamento, non sarà in grado di attuare una sottomissione passiva, con la conseguente difficoltà di relazione con i propri simili.
L’attività fondamentale di questo stadio di sviluppo è rappresentata dal 95% di sonno REM, il restante tempo di veglia è rappresentato quasi totalmente dalle poppate.



Fase di transizione (3° settimana di vita)

 
Ha inizio all’incirca nel periodo in cui il cucciolo apre le palpebre e termina con la comparsa dell’udito, coincidendo con la fine dello sviluppo della corteccia celebrale.
 
Questa fase accoglie una trasformazione del sistema nervoso molto rapida, con un’enorme proliferazione di collegamenti nervosi (sinapsi).
Si tratta di una fase di preparazione molto importante per lo stadio successivo in cui la sua vita riceverà un’impronta indelebile.
Si assiste allo sviluppo degli organi sensoriali, al passaggio a un comportamento eliminatorio autonomo e alla conquista della termoregolazione.
cucciolo sbadiglia
I cuccioli iniziano a reggersi sulle zampe e acquisiscono pian piano coordinamento, intorno ai 20 g. si ha l’eruzione dei primi denti e successivamente all’apertura del condotto uditivo compare il riflesso di sobbalzo.
 
Durante il periodo di transizione inizia l’attaccamento alla madre, che andrà avanti fino alla pubertà, e i cuccioli iniziano a interagire e giocare fra loro.
 
L’attaccamento alla madre ricopre un ruolo fondamentale, poiché questa funge da modello comportamentale per la prole.



Fase di socializzazione (dalla 4° alla 10°/12° settimana d’età)

 
In questa fase il sistema nervoso è particolarmente sensibile e del gran numero di sinapsi formatesi, restano in funzione soltanto quelle stimolate, mentre le altre degenerano e vengono distrutte.
cane e cavalloGli stimoli con cui viene in contatto il cucciolo possono attivare e consolidare le sinapsi atte a riconoscerli soltanto in questo periodo della vita, rivestendo un ruolo determinante nello sviluppo psicologico del cane.
La mancata stimolazione di un cucciolo, come altresì una stimolazione incompleta o scorretta, lo porterà a non riconoscere come familiari determinate situazioni, ambienti o soggetti, potrebbe averne paura o non sapere come affrontarle, con la conseguenza di crescere eccessivamente insicuro e/o aggressivo.

 
In base a ciò il periodo di socializzazione viene anche definito “periodo sensibile”.

 
Durante questo decorso il cucciolo inizia a sporcare nei luoghi in cui compaiono i suoi segnali odorosi e già dalla fase di transizione tende a sporcare progressivamente sempre più lontano dalla tana, il luogo in cui mangia e dorme, è quindi il periodo ideale per iniziare a educarlo a sporcare in un luogo desiderato.
Tipica in questa fase la predisposizione a mordere, dovuta anche allo sviluppo della dentizione.



Età giovanile (dalla 12° settimana allo sviluppo sessuale)
 

In natura si assiste al distacco dalla madre che inizia ad allontanare i figli e diviene sempre più indifferente alle loro richieste, fino all’allontanamento definitivo che avviene alla maturità sessuale, la quale coincide con il primo estro per la femmina e al sollevamento della zampa durante l’urinazione o alle prime manifestazioni d’interessamento al calore della femmina, per il maschio.
Il cane ha ancora grandi capacità di apprendimento, ma diminuiscono le abilità di adattamento.

Il periodo terminale della fase giovanile può essere paragonato allo stadio adolescenziale nell’uomo durante il quale gli ormoni collaborano alla comparsa di
cani si sfidano una trasformazione fisica e caratteriale.

Durante questa fase il cane attraversa una condizione di disorientamento e ricerca di conferme, risultando altresì molto sensibile ai cambiamenti.
Con la maturità sessuale sopraggiunge anche la maturità sociale e di conseguenza la ricerca della propria posizione gerarchica, sia con i conspecifici che con l’uomo e si può notare un’ostinazione maggiore nell'accettare correzioni comportamentali.
E’ altresì in questo periodo che spesso assistiamo ai primi episodi di “sociopatia”, caratterizzati di solito da eventi di prepotenza competitiva/gerarchica che, se non presi in considerazione, possono trasformarsi in vera e propria aggressività.
 



Età adulta (dallo sviluppo sessuale in poi)

 
 
Le capacità di apprendimento sono ancora presenti, ma tendono a diminuire lentamente col passare degli anni insieme alle capacità di adattamento.
L’impronta caratteriale è ormai definita e il cane ha sviluppato le sue potenzialità.
Il suo attuale comportamento deriverà da una combinazione di una base genetica, ereditaria, ormonale ed esperienziale.
 
In base a tale combinazione gli eventuali interventi di correzione comportamentale dovranno essere mirati, soggettivi ed il meno tardivi possibile.



Età senile (vecchiaia)
 

Con l’arrivo della senilità nel cane si modificano le necessità fisiologiche ed emotive.


 
I sensi, come l'udito, la vista e il senso dell'orientamento subiscono una regressione, come anche le capacità di adattamento di fronte alle variazioni ambientali, è pertanto necessario non far subire al cane grossi cambiamenti e non sconvolgere le sue abitudini quotidiane, perché potrebbe risultarne disorientato.
bellissimo cane anziano
Sembra inoltre che nel cane anziano insorgano disturbi comportamentali quali ansia da separazione, eliminazioni inappropriate ed aggressività, complicati dal processo d’invecchiamento.
 
 
 
 
1 I suddetti  periodi sono da considerarsi come riferimento indicativo, e non come valore assoluto.
Sussistono variazioni secondo differenze soggettive, di razza e di sesso. Nonché lievi differenze riscontrate dai diversi studiosi.



Autore: Alice Fanara



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